Raccolta anticipata dell” “Oro Verde” richiesto anche dai mercati asiatici

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(di Stefano Mangano)   Quest’anno la raccolta del pistacchio verde agrigentino è  cominciata in anticipo. Si tratta di un momento che tutto il mondo culinario ogni anno attende pazientemente. Il  motivo è il clima decisamente caldo che  fatto maturare i piccoli frutti   prima di settembre che è il normale periodo di maturazione della pianta non compromettendone, tuttavia, il gusto e la qualità.

La raccolta avviene a mano scuotendo i rami per far cadere i frutti su grandi teli stesi sotto gli alberi  successivamente posti all’ombra per evitare che prendano troppo calore   in attesa di essere sbucciati a fine giornata attraverso la cosidetta   “scrucchiulatura” .

Il risultato è  il pistacchio in guscio, che viene messo in appositi tendoni stesi al sole per la giusta e naturale asciugatura  ottenuta anche grazie all’esperienza  di chi , in particolari momenti della giornata e con particolare tecnica,  muove  i frutti facendo in modo che vengano raggiunti uniformemente dai raggi solari per mantenere il colore verde smeraldo ,  il  gusto deciso e  le proprietà e le caratteristiche organolettiche.

Contemporaneamente  si assiste ad un aumento della  richiesta  del cosiddetto “oro verde”,  da parte dei mercati esteri  grazie al successo riscosso nel Cluster BioMediterraneo presente ad EXPO.  Mentre aumentano le esportazioni verso la Germania, la Francia, la Svizzera e l’Inghilterra dove ci sono già diversi punti vendita che offrono ai consumatori il pistacchio verde agrigentino che è già approdato anche negli Usa e punta a  raggiungere presto il Canada  e la Cina.

Si tratta di un  business grosso con il trend delle vendite in crescita. In totale sono  35 le aziende associate che producono in media 35 quintali ciascuna per un totale di più di 12 tonnellate di pistacchio di varietà “bianca” e “napoletano”  destinato soprattutto alla pasticceria e alla gastronomia.  Gli associati, che coprono circa l’80% della produzione nell’Agrigentino,  sono presenti in quasi tutto il territorio della Valle del Fiume Platani, in particolare nei comuni di: Agrigento, Alessandria della Rocca, Casteltermini; Cianciana, Raffadali, San Biagio Platani; San Giovanni Gemini, Santa Elisabetta; Sant’Angelo Muxaro, Santo Stefano Quisquina.

 

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