L’Amaro della Santuzza, il prezioso liquore alle erbe del Cammino di Santa Rosalia

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(di Manuela Zanni) Il Santuario di Santa Rosalia è una meta che attrae migliaia di pellegrini e turisti ­tutto l’anno, e in particolare a settembre, mese in cui a cominciare dal giorno 4 e per tutti i giorni successivi, si festeggia la Santuzza. Oltre ad essere un luogo di culto suggestivo e pieno di sacralità, il santuario nasconde delle sorprese che lo rendono particolarmente interessante anche per coloro che sono a caccia di tipicità locali. Noi siamo andati a curiosare e abbiamo scoperto alcune interessanti novità a cominciare dall’amaro della Santuzza.

Don Gaetano Ceravolo
Don Gaetano Ceravolo

Si tratta di un liquore d’erbe dedicato alla patrona di Palermo, preparato con una selezione delle specie vegetali che si trovano lungo il tragitto che va da Monte Pellegrino alla Quisquina, quello che di recente è stato battezzato Itinerarium Rosalia ovvero il Cammino di Santa Rosalia (di cui abbiamo parlato qui).
L’idea si deve all’intraprendenza di Don Gaetano Ceravolo, al servizio del santuario dal 2008, che dopo aver assaggiato nel 2013 a casa di una coppia di amici, i coniugi Pizzuto, un liquore prodotto dall’azienda Sclafani di Bolognetta, decide di rivolgersi a questa per far produrre un liquore in onore della Santuzza.
Ci vorrà un anno per mettere a punto la “ricetta perfetta”. Nel novembre 2014 nasce così l’Amaro della Santuzza costituito da un infuso di finocchietto selvatico, mentuccia, iperico e aloe vera che insieme all’acqua, allo zucchero e al caramello, diventano i semplici ingredienti del primo ed unico “Amaro di Palermo” così come si trova scritto nell’etichetta che ben rappresenta­ lo spirito del liquore prodotto dall’Opera Don Orione.

il maestro gelatiere Peppe Cuti
il maestro gelatiere Peppe Cuti

Ma l’amaro non è l’un­ica chicca interessante per gli appassion­ati di specialità loc­ali, infatti Peppe Cuti, l’istrionico maestro gelatiere, ha creato un gelato che ha il colore e il gusto caratteristici di questo liquore.
A sentire l’infaticabile Don Gaetano, poi, sembra che ci siano in serbo altre gustose novità da proporre in abbinamento all’Amaro della Santuzza. E chissà che prima o poi, per la gioia di tutti i winelovers devoti a Santa Rosalia, non ci sia anche un vino prodotto da una cantina siciliana con vitigni autoctoni che evochi la patrona di Palermo. Nell’attesa non ci resta, come sempre, che esclamare “Viva Palermo e Santa Rosalia! “.

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