Dalle carrube caramelle per golosi impenitenti e rimedio anti-tosse

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carrube

La pianta che produce le carrube è un albero imponente e longevo, dalla fitta chioma sempreverde, tipico delle campagne siciliane e di tutta l’aria mediterranea.

Botanicamente il carrubo appartiene alla famiglia delle Leguminosae ed al genere Ceratonia che annovera una sola specie la Ceratonia siliqua (dove siliqua indica il frutto e significa “baccello”).

Utilizzata da secoli, la carruba è stata foraggio a basso costo per gli animali da soma ed utilizzata in cucina dai nostri antenati, sia per il sapore gradevole che per le sue benefiche proprietà. La carruba, già ai tempi degli Arabi veniva utilizzato per preparazioni alimentari e medicinali.

Probabilmente originario delle coste più a Sud-Est del Mar Mediterraneo, il carrubo fu introdotto in Italia dalle popolazioni greche e fenicie e presto si diffuse a dismisura, soprattutto nel Medioevo con gli Arabi.

I frutti, noti come carrube, consistono in baccelli lunghi dai 12 ai 20 centimetri, coriacei e appiattiti, simili ai baccelli dei fagioli, ma più grandi e più scuri in fase di maturazione, che contengono semi duri, immersi in una polpa rossastra.

Una curiosità proprio sui semi del frutto è che sono di grandezza e peso uniformi e per questo, usati nel passato dai gioiellieri arabi per pesare le pietre preziose; dal nome arabo dei semi, quirat, deriva quello di carato.

Le abitudini alimentari moderne ci hanno fatto dimenticare questi semplici prodotti di alto valore nutrizionale, ricchi di sostanze e principi attivi importanti per il nostro organismo, come antiossidanti, vitamine e sali minerali. Eppure sono alimenti interessanti perché privi di glutine e con basso indice glicemico, caratteristiche che li rende adatti a soggetti celiaci e diabetici.

Il carrubo è utilizzato in tutte le sue parti: si presta alla preparazione di infusi con le sue foglie (per tisane antiacido o decotti espettoranti ad esempio); i semi polverizzati costituiscono un ottimo addensante (farina di semi di carruba); i frutti si usano nella preparazione di molti piatti (farina di polpa di carrube), oppure per ottenere uno sciroppo di carrube utilizzato principalmente per aromatizzare piatti e bevande, ma che viene anche impiegato in campo cosmetico per realizzare creme idratanti. Infine lo sfarinato di carrube viene usato in sostituzione del cacao: il sapore è dolce e gradevole, ma è privo di caffeina e teobromina che sono presenti invece nel cioccolato.

In Sicilia la raccolta si effettua ad inizio autunno, quando i baccelli di carruba cadono a terra; con questi possiamo provare a preparare in casa delle golose caramelle anti-tosse di cui vi proponiamo la ricetta.

Caramelle di carruba

Ingredienti

  • 6 carrube mature
  • 500 gr di zucchero
  • ½ litro d’acqua
  • miele (se piace)
  • cannella (se piace)
  • 2 cucchiai d’olio
  • carta oleata

Mettete a bollire in un pentolino con mezzo litro d’acqua le carrube ridotte a pezzetti a fuoco lento fino a quando il liquido non si sarà ridotto della metà. Togliete i pezzetti di carruba e filtrate il liquido che servirà per le caramelle. Rimettete sul fuoco quest’estratto ottenuto nello stesso pentolino ed aggiungete lo zucchero a cui associare se vi piace il miele e la cannella, rimestando continuamente. Non appena lo zucchero avrà assunto un color ambrato e, alla prova filerà, versatelo su di un piano di marmo unto d’olio e, mentre e ancora caldo, potete segnarlo con la lama di un coltello, in modo che quando si sarà raffreddato del tutto si potrà dividere facilmente in quadratini (in alternativa potete disporre sul marmo oleato degli stampini per il ghiaccio e lasciare freddare il tutto). Ottenute le caramelle avvolgete ciascuna di esse in un quadratino di carta oleata per conservarle meglio. Sono un antico e dolce rimedio contro la tosse.

Rachele Sanfilippo

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