Green e red, i colori di Sicilia en Premeur 2017

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(di Manuela Zanni) Dopo cinque giorni all’insegna della sostenibilità, della biodiversità, della qualità e della promozione del territorio, ai giardini Radicepura di Giarre (Ct) si è conclusa la XIV edizione di Sicilia en Primeur, l’anteprima dei vini isolani promossa da Assovini che si è svolta dal 25 al 29 aprile.

Radice 1Quest’anno la manifestazione ha deciso di puntare sull’impegno nella direzione del green promuovendo l’evento all’interno di una splendida oasi verde, i giardini di Radicepura. Ma la scelta di un’ambientazione così accattivante è servita anche a sottolineare la capacità attrattiva del vino dal punto di vista turistico. Capacità confermata dai numeri snocciolati nel corso dell’iniziativa secondo cui la media di visitatori nelle cantine Assovini è di 4mila presenze all’anno, dati che registrano una forte crescita dell’enoturismo in Sicilia. «Il trend dei vini siciliani continua ad essere positivo e i dati – ha detto Anthony Barbagallo, assessore regionale al Turismo – ci segnalano una crescita proficua del turismo legato al vino con un aumento del 70 per cento delle presenze registrate in Sicilia riconducibili al circuito enogastronomico».
«Il nostro obiettivo – ha spiegato Francesco Ferreri, presidente di Assovini – è far conoscere a tutto il mondo il forte legame che le nostre aziende vitivinicole hanno con il territorio di produzione, elemento fondamentale per la qualità del prodotto finale a cui uniamo il valore aggiunto di una viticoltura green, attenta alla salvaguardia della biodiversità e a limitare gli impatti della produzione sull’ambiente».
radice 3Così più di cento giornalisti ospitati da Assovini in rappresentanza di altrettante testate internazionali, oltre a degustare i vini siciliani, hanno anche potuto conoscerli  attraverso i racconti dei loro produttori e la conoscenza diretta dei territori in cui nascono. «I dati statistici mostrano a livello nazionale un calo dei consumi dei vini fermi, mentre in Sicilia si assiste alla crescita dei consumi dei vini Doc e Igt», ha affermato Antonio Rallo, presidente del Consorzio Doc Sicilia. «Proprio questa nuova denominazione – ha aggiunto Rallo – ha contribuito a tale incremento, dimostrando che il vino siciliano sta andando in una direzione che può fare la differenza sui mercati internazionali».
Nell’edizione di quest’anno il connubio tra Radicepura, il parco polifunzionale del garden design, e la rassegna dei vini “made in Sicily” ha incarnato perfettamente la vocazione della Sicilia, territorio incantevole e vero e proprio “continente vitivinicolo” con i suoi quasi 100mila ettari e una produzione complessiva di oltre 5 milioni di ettolitri. Il vino siciliano ha ormai assunto una connotazione decisamente green perché le produzioni isolane sono sempre più improntate alla sostenibilità. Dove risparmio energetico e biodiversità varietale, diventano gli ingredienti necessari e fondamentali per  la solidità delle imprese e la tutela della terra siciliana.
Identità, qualità e biodiversità, dunque, possono essere e carte vincenti del vino siciliano. Dello stesso parere l’assessore all’agricoltura, Antonello Cracolici che, assente alla kermesse di sabato (per ovvi motivi politici legati alla celebrazione delle primarie del Pd) ha già più volte rappresentato il suo pensiero a proposito del vino siciliano: «Per valorizzare questi elementi (identità, qualità e biodiversità, ndr) occorre promuovere politiche mirate al rafforzamento della presenza dei nostri vitigni autoctoni sul mercato e all’aumento della capacità di imbottigliamento delle nostre aziende da una parte. Dall’altra si deve puntare anche sui vitigni antichi di cui un primo gruppo costituito da dieci vitigni storici è già pronto per l’iscrizione al registro nazionale delle varietà».
macchiataNei giorni della manifestazione sono state degustate oltre 300 etichette delle 49 aziende vinicole partecipanti all’evento. Hanno preso parte 50 sommelier dell’Ais che hanno proposto per la degustazione quasi 800 calici di vino ogni giorno. Infine, sono stati 100 i part­ecipanti alle master class che hanno pas­sato in rassegna i vini di 49 aziende. Gli stessi che sabato, a partire dalle 18.00, anche il pubblico dei winelovers ha potuto assaggiare in anteprima.
La kermesse si è conclusa con il rito della “macchia­ta” di un quadro intitolato “Wines of Sicily”,  dipinto a più mani dai maestri del vino che hanno partecipato alla manifestazione e che hanno lanciato il vino rosso dai calici su una candida tela. A simboleggiare l’unione delle aziende siciliane sotto un unico colore, quello del vino.

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