La rivincita dei lupini, legumi ricchi di gusto e benessere

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Il lupino, seme di una pianta leguminosa molto diffusa in Sicilia, non ha mai riscontrato particolare successo. Tant’è che è diventato protagonista dell’antico detto siciliano “va cogghiti o vinniti i luppina” che trae le proprie origini dallo scarso valore che da sempre è stato attribuito a questo legume. 

lupini freschi

Eppure questi legumi sono altamente proteici e, se opportunamente cucinati, possono dar vita a pietanze davvero gustose. Una tra queste, semplice e gustosa, la fari-frittata di lupini la trovate in calce all’artticolo.

La pianta di lupini è una leguminosa originaria dei Paesi orientali, coltivata sin dai tempi più remoti nelle aree del Mediterraneo e del Medio Oriente, in cui aveva un ruolo importante nell’alimentazione grazie alla marcata adattabilità a terreni acidi ed aridi e a climi ostici e sfavorevoli. Attualmente in Italia la coltivazione di lupini è maggiormente diffusa nel Meridione e, in particolare, in Sicilia.

lupini secchi

Il detto siciliano“va cogghiti o vinniti i luppina“, che in italiano significa“vai a raccogliere o a vendere i lupini“,  si riferisce al fatto che questi in passato, erano considerati di scarso valore e, quindi, andare a raccogliere o vendere i lupini in realtà non era un’attività di grande prestigio. Ne consegue che mandare qualcuno a svolgerla era un modo di dire utilizzato per insultare in maniera scherzosa qualcuno senza cattiveria.

Probabilmente i pregiudizi nei confronti di questi legumi nascono dalla leggenda ad essi legata che non ha favorito la “simpatia” nei loro confronti. Si narra, infatti, che al tempo della fuga della Sacra Famiglia per salvare Gesù Bambino dalla strage degli innocenti ordinata da Erode, la Madonna, durante il tragitto, avesse chiesto aiuto alle piante di lupino affinchè la nascondessero, ma, poiché la pianta aveva i baccelli secchi, il crepitìo da essi generato attirò maggiormente l’attenzione dei persecutori, costringendo la Sacra Famiglia a ripararsi altrove. Per punire il mancato riparo, la pianta venne condannata a generare frutti amari.

lupini3

In effetti, il retrogusto amaro, dovuto ad alcune sostanze in esso contenute, non contribuisce sicuramente ad inserire questi legumi tra i cibi più gustosi. Per essere commestibili e appettibili, è necessario che i semi vengano deamarizzati, attraverso un lungo trattamento in salamoia che riesce ad estrarre gli alcaloidi, le sostanze responsabili dell’amaro e della tossicità. Il processo richiede parecchio dispendio di tempo e di acqua, motivo per cui si preferisce acquistarli già pronti.

I semi della pianta di lupino presentano un contenuto proteico assai più elevato di quello degli altri legumi, secondo solo a quello della soia. L’alto valore energetico in essi contenuto, li rende degni di fare parte, a pieno titolo, della dieta mediterranea poiché possono essere definiti una vera e propria miniera di sali minerali, in particolare ferro e potassio. Contengono anche una modesta quantità di vitamina B1.

Spesso li vediamo all’interno di coni di carta (cuppini) consumati in occasione delle sagre popolari come snack da passeggio. Tuttavia, oggi, grazie alla scoperta delle proprietà di questo legume, si assiste ad una vera e propria rivincita dei lupini finalmente considerati degni di assurgere all’olimpo dei cibi salutari, soprattutto perché possono essere consumati anche dai celiaci poiché non contengono glutine. In commercio, i lupini si trovano per lo più cotti e conservati sottovuoto, dunque pratici, pronti al consumo e ricchi di tutte le sostanze nutritive in essi presenti.

Di seguito vi proponiamo una gustosa alternativa alla classica frittata di uova, la fari-frittata di lupini.

Fari-frittata di lupini

farifrittata

Ingredienti per 4 persone

  • 150 gr di ceci
  • 200 gr di lupini
  • 1 carota
  • 1 zucchina
  • sale e pepe q.b.

Lessate i ceci e i lupini separatamente. Spellate i lupini e uniteli ai ceci.  A questo punto frullateli fino ad ottenere un composto cremoso ed omogeneo. Sbucciate la carota e la zucchina e tagliatela a julienne. Unite gli ortaggi al composto. Versate il composto in una teglia foderata con carta forno. Cuocete in forno a 180°C per 20-25 minuti. Servite tiepida accompagnata da una insalata mista.

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