L’aneto, pianta dai semi aromatici bistrattati e quasi sconosciuti

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Aneto

Ci sono sapori a cui non siamo abituati, o che associamo a una certa cucina e non utilizziamo per abitudine nella nostra.

È il caso dell’aneto, una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle apiacee, come il finocchio, il sedano e il prezzemolo, poco diffusa in Sicilia, dove tuttavia trova un ambiente abbastanza favorevole.

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Le infiorescenze dell’aneto

Ho seminato nell’orto una bustina di semi di aneto circa un mese fa e ho iniziato oggi a raccogliere qualche fogliolina ancora tenera ma già saporita, con un sapore pungente che assomiglia vagamente all’anice e al finocchio. Il nome scientifico è anethum graveolens, poiché i semi freschi non hanno un buon odore, ma assumono un aroma piacevole una volta essiccati.

L’aneto veniva utilizzato già 5000 anni fa in Egitto, come pianta medicinale e aromatica, per le sue proprietà antispasmodiche e rilassanti. In cucina viene utilizzato soprattutto in nord Europa, in Germania e in Ungheria, nelle preparazioni agrodolci, mentre in Svezia e Scandinavia accompagna il pesce e in particolare il salmone, le uova e le patate, mentre in Grecia i semi di aneto vengono impastati con il pane. In Italia era conosciuto ed utilizzato nella Roma antica, dove accompagnava molte salse e veniva considerato capace di aumentare la forza fisica.

Un curioso utilizzo appartiene invece agli Stati Uniti, dove nel secolo scorso veniva chiamato “meeting seed”, seme per le riunioni, e dato da masticare ai bambini, come un chewing-gum, durante le cerimonie religiose lunghe e noiose, le riunioni e le occasioni in cui appunto era necessario tenere i bambini tranquilli.

L’aneto viene anche citato in due passi della Bibbia: “L’aneto non si trebbia con la trebbia, né si fa passare sul comino la ruota del carro; ma l’aneto si batte con il bastone, e il comino con la verga”. Isaia 28:27; “Quando ne ha appianata la superficie, non vi semina l’aneto, non vi sparge il comino, non vi mette il frumento a solchi, l’orzo nel luogo designato, e la spelta entro i limiti ad essa assegnati?” Isaia 28:25. Si trova menzionato l’aneto nei canti della poetessa Saffo e nell’Orlando furioso dell’Ariosto, in molti trattati di medicina e di agricoltura. Insomma questa piccola pianta aromatica ha attraversato i secoli e noi oggi, la utilizziamo raramente e quasi mai in casa. Anzi, a onor del vero, la maggior parte di noi riconosce l’aneto solo nella salsina svedese spalmata sul salmone del ristorante dell’Ikea. Cosa di cui dovremmo vergognarci, peraltro, perché dopo aver apprezzato il sapore particolare dell’aneto, continuiamo ad ignorarlo. In inverno, poi, si accompagna a molti piatti di patate, porri e cipolle, insaporisce i piatti di pesce e decora le pietanze profumandole delicatamente. Si può tritare sugli spaghetti ai frutti di mare e sui risotti di pesce e arricchisce il sapore degli sformati di patate e porri.

In Venezuela viene usato nel “pabellon criollo”, uno stufato di carne alla creola aromatizzato all’aneto e servito con fagioli, banane cucinate e tortillas di mais. In Turchia si usa l’aneto per realizzare il “cacik”, molto simile al “tzazichi” greco, una salsa a base di yogurt. Si tratta quindi semplicemente di abitudine, e, mentre spesso ricerchiamo spezie e sapori particolari, cuciniamo utilizzando miscugli e preparati confezionati pensando di insaporire le nostre pietanze con aromi nuovi, dimentichiamo che una manciata di semi di aneto in un vaso sul balcone di casa può regalarci piatti nuovi e saporiti.

Anna Venturini