Ciarauli, ciascuna e cuddure nella festa di Palazzolo dedicata a San Paolo

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Cuddura di San Paolo

Una delle feste più antiche e particolari della Sicilia è quella di San Paolo Apostolo di Palazzolo Acreide in provincia di Siracusa, che si festeggia il 28 e 29 giugno.

Assecondando una credenza popolare, la tradizione attribuisce agli uomini nati tra la notte del 24 a quella del 25 gennaio, ricorrenza della conversione di San Paolo, la capacità di guarire i malcapitati morsi dalle vipere e da qualsiasi tipo di rettile. Questi uomini, chiamati Ciarauli, hanno come segno di distinzione di tale prodigio, l’impronta  sotto la lingua, di un ragno o di altri insetti velenosi.

Questi uomini, considerati gli eredi di San Paolo, aprivano la processione durante i festeggiamenti che i fedeli di Palazzolo Acreide dedicavano al santo. Portavano sulla testa una cuddura di pane a forma di serpente e procedevano con serpenti vivi tenuti in mano, attorcigliati al collo o sulle spalle, mentre i devoti raccoglievano le offerte da chi aveva ricevuto la grazia.

Oggi la festa è cambiata, anche se mantiene ancora una tradizione particolare, piena di suoni, canti e colori.

Il 28 sera, come in passato, a tutti i fedeli davanti la chiesa vengono distribuiti fasci di lavandula spica. Il 29 giugno precisamente alle 13, quando esce il simulacro di San Paolo avviene il lancio dei lunghi nastri colorati detti nzareddi.

Solo allora inizia la processione, i fedeli avvicinano i loro neonati per ricevere la benedizione del Santo mentre vengono distribuite – oggi come un tempo – le ciambelle di pane a forma di serpente.

Per questa simbolica festa è uso gustare la Ciascuna, una sorta di pane con un ripieno di fichi secchi a forma di esse che simboleggia sempre il serpente. Tra i simboli della festa ci sono anche le Cuddure di pane a forma di serpente che si mangia la coda. Simboleggiano l’uroboro, simbolo antichissimo della creazione e della distruzione allo stesso tempo, cioè della ciclicità della vita e dell’eterno ritorno.

CIASCUNA

Ingredienti

per la pasta

  • 1 kg di farina di semola di grano duro
  • 180 g di strutto
  • 180 gr di zucchero
  • 3 uova
  • 180 g di latte
  • 1 bicchiere di vino bianco

Per il ripieno

  • 800 gr di fichi secchi
  • 200 gr di miele
  • 100 gr di noci
  • 1 mandarino

Impastate la farina con lo strutto, aggiungete lo zucchero, le uova intere, il latte, il vino e lavorate fino ad ottenere un impasto morbido. Lasciate riposare per un’ora.
Tritate i fichi e le noci tostate, aggiungete il miele e la scorza grattuggiata di mandarino. Stendete la sfoglia e tagliate delle strisce rettangolari, mettete il composto di fichi nella parte centrale della pasta, arrotolatela e date la forma di esse. Mettete in forno per circa 15 minuti.

Paola Roccoli

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