Cuddureddi e cavadduzzi in onore di San Biagio, protettore della gola

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San Biagio

(di Vanessa D’Acquisto) Febbraio viene spesso ricordato come il mese in cui si festeggia il Carnevale e San Valentino, o dal punto di vista religioso come il mese della Candelora e di Sant’Agata. Ma in alcune zone della Sicilia il 3 febbraio si festeggia anche San Biagio.

San Biagio fu vescovo di una città dell’Armenia e, prima di essere eletto, svolgeva la professione di medico. Venne martirizzato il 3 febbraio 316 d.C. in Oriente dove continuavano le persecuzioni dei cristiani. San Biagio è considerato il santo protettore della gola poiché in vita salvò un bambino che rischiava la morte per colpa di una lisca di pesce.

Le celebrazioni in onore del santo nelle città siciliane sono caratterizzate dalla preparazione di piccolissimi pani a forma di gola che nelle varie città sono conosciuti con nomi diversi. Un tempo, come ci riferisce il Pitrè, venivano chiamati cannaruzzedda di San Brasi, chiamati ancora così a Comiso. In altre zone, il nome si è trasformato in cuddureddi: a Palazzolo Acreide; a Buccheri, dove si prepara anche il vastuni i San Biasi; nel catanese sono di San Biagiu; a Racalmuto, dove sono biniditti e preparati insieme alla varba di San Brasi e che per devozione quel giorno non si mangia altro pane.

A Caronia, invece, vengono preparati pani dolci a forma di ciambella con nocciole, mandorle e miele che vengono benedetti dal sacerdote e distribuiti ai malati e a chi li richiede. A Prizzi al posto del pane, vengono preparati dei taralli ripieni di ricotta e infilzati nel bastone della statua di San Biagio.

cuddureddi
cuddureddi

Ma quelli più famosi sono i cuddureddi di Salemi insieme ai cavadduzzi. Questi ultimi vengo preparati sempre in onore del santo come ringraziamento per aver liberato nel 1542 i campi della città dall’invasione delle cavallette.

I cavadduzzi possono essere considerati delle vere e proprie opere d’arte create dalla maestria delle donne della città, che riescono a modellare piccolissimi pani a forma di cavallucci marini, motivi floreali, mani e bastoni del santo grazie all’aiuto di aghi, pinzette, forbicine e mucàcia. I cuddureddi, dopo essere stati benedetti, vengono distribuiti ai fedeli che si recano in chiesa per farsi benedire la gola che poi li porteranno al collo come protezione.

Cuddureddi e cavadduzzi

cavadduzzi
cavadduzzi

Ingredienti

1 kg di farina
acqua q.b.

Impastate la farina con l’acqua fino ad ottenere un composto molto compatto e non troppo morbida.

Per i cuddureddi: con una parte di impasto create delle ciambelline di circa 1/1,5 cm di diametro e pizzicatele con delle pinzette.

Per i cavadduzzi: con l’altra parte dell’impasto create forme a vostro piacere e decoratele con l’aiuto delle pinzette. Informate sia i cuddureddi che i cavadduzzi a 200°C fino a quando raggiungeranno un colorazione dorata.

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