Le radici dell’Etna nel “Prefillossera”, il nuovo vino di Palmento Costanzo

0
Palmento Costanzo

(di Redazione) Una storia emozionante custodita in una bottiglia. Il Prefillossera di Palmento Costanzo, nuova etichetta della cantina etnea di contrada Santo Spirito, racconta il vulcano nella sua complessità culturale e nella sua evoluzione come territorio dove si realizza un’agricoltura eroica. 

Palmento Costanzo
Valeria Agosta

«Il progetto di questo nuovo vino – racconta Valeria Agosta, produttrice dei vini Palmento Costanzo – è nato grazie alla presenza all’interno dei nostri vigneti di numerose viti prefillossera. Si tratta di piante che oltrepassano il secolo d’età, franche di piede, che sono state capaci di resistere alla terribile invasione della fillossera che distrusse gran parte del patrimonio vitivinicolo siciliano tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Abbiamo voluto rendere loro omaggio come ambasciatrici della tradizione culturale enologica dell’Etna; oggi che sono guardiane monumentali del nostro vigneto con i loro tronchi nodosi, sono capaci con la loro memoria di raccontarci la versione del vulcano più profonda, da cui è nato il nostro Prefillossera».

Prefillossera Palmento Costanzo

Il vino 

Il Prefillossera 2016 nasce da una piccola produzione delle viti prefillossera; oggi è disponibile per gli amanti del vulcano in circa 1.700 mila bottiglie. La varietà è il Nerello Mascalese, il vitigno tipico dell’Etna. Al naso è profondo e ricco, con note di frutta rossa, sfumature di grafite e di polvere vulcanica, dal carattere balsamico. Al palato di chi lo assaggia il Prefillossera offre un viaggio nelle profondità del vulcano, non solo attraverso le linee di esplorazione della sua biodiversità, ma anche della sua storia, da sempre connotata da condizioni pedoclimatiche difficili: i suoi tannini sono vellutati, il suo sapore è lungo e intenso, il finale delicato e con una nota piacevolmente sapida. Alla raccolta di metà ottobre segue la vinificazione con macerazione prolungata in botti rotative e legni grandi; infine la maturazione in legno per 24 mesi. Una lunga attesa ricca di cura in ogni dettaglio, che dona grande profondità ed eleganza ad un vino capace di raccontare la tenacia dell’agricoltura eroica che da sempre caratterizza l’Etna.

Palmento Costanzo cantina

I premi

«Il nostro ultimo vino – dichiara Valeria Agosta – ci ha regalato grandi soddisfazioni fin dalle prime settimane di degustazione. Ritroviamo in esso il carattere suggestivo ed emblematico del vulcano che amiamo tanto. La sua eleganza ha destato l’attenzione anche nei concorsi enologici dove è stato presentato, ottenendo i 5 grappoli Bibenda 2020 e la Corona di Vini Buoni d’Italia 2020».