Da un amore proibito il biancomangiare, dolce delicato di latte e gelsomino

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biancomangiare

(di Paola Roccoli) Le montagne lussureggianti di fronte alla stanza di Eleonora; il profumo di gelsomino che viaggiava prepotente insieme alla brezza mattutina. Eleonora si affacciava alla finestra per coglierne l’essenza, i comodini  della sua camera da letto, ne erano pieni, i secchi fiori ne facevano da padroni, e lei non ne era mai sazia. L’ufficiale dai languidi occhi scuri, vedendola in quel balconcino cominciò a bramarla. Fino a che il desiderio di ascoltare i dolci sospiri della principessa all’imbrunire; quando rubava a pieni polmoni l’aria profumata, gli costò la vita. Volle dichiarare il suo segreto amore, purtroppo per lui proibito…
Il suo ultimo desiderio, fu di preparare un dolce con il fiore preferito di Eleonora: il gelsomino. Nacque il biancomangiare, un dolce delicato di latte e gelsomino, come la pelle della principessa. Donandolo a lei, al suo cospetto si uccise. Da quel giorno Eleonora D’Angio, si recò ogni anno in quel posto, a sentire il profumo del gelsomino e gustare il dolce dono dell’ufficiale arabo di lei innamorato.

Una leggenda araba, narra che il dolce biancomangiare fu inventato e donato da un ufficiale arabo a Eleonora D’Angio. Segretamente innamorato della principessa, decise di dichiararsi a lei, e per questo fu condannato a morte. Come ultimo desiderio preparò per la principessa il biancomangiare utilizzando  il suo fiore preferito: il gelsomino. Davanti a lei si tolse la vita. Facendole l’ultimo dono.

Il biancomangiare è diffuso in varie parti della Sicilia; pare che la sua origine risalga all’epoca medievale, probabilmente è stato importato dagli arabi. È presente in vari ricettari dell’epoca e la ricetta è riportata anche da Pellegrino Artusi nel famoso libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”. Venne preparato da Matilde di Canossa per riappacificare Papa Gregorio VII con Enrico IV di Franconia.

In Sicilia, è stato molto diffuso nell’antica Contea di Modica dove la preparazione avviene ancora con il latte di mandorla; altre versioni (come la ricetta ragusana) includono limone, cannella e miele ibleo. Esiste anche la versione semplice e più delicata – adatta per bambini e ammalati – che viene preparata solo con latte e amido e con la guarnizione dei fiori di gelsomino, quelli che amava la principessa Eleonora, che ogni anno come narra la leggenda, da quel giorno in poi tornava nel luogo dell’accaduto a sentire il profumo del gelsomino e gustare il dono del suo segreto innamorato.

Biancomangiare” (la versione semplice e delicata)

Ingredienti

1 litro di latte
200 gr di amido per dolci
200 gr di zucchero

Preparazione

Sciogliete in una tazza l’amido con un po’ di latte. Aggiungete al rimanente latte già condito con lo zucchero e la scorza grattugiata di limone. Passate sul fuoco a fiamma molto bassa e rimescolate sempre finché la crema non addensi, badando però che non arrivi a bollire. Versate su un piatto di portata e lasciate raffreddare in frigorifero. Per rendere il biancomangiare più gustoso potrete condirlo con pezzettini di cioccolato e zuccata e guarnire con gelsomino.

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