1° luglio “Giornata della pasta siciliana”, mentre si comincia a lavorare all’Igp

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pasta

Una giornata interamente dedicata alla pasta siciliana per una grande festa da celebrare il primo luglio: una data che vuole idealmente abbinare la fine della trebbiatura del grano e l’avvio della produzione nei tanti pastifici artigianali dell’Isola.

A lanciare la proposta è stata Margherita Tomasello, presidente di “Accademia Siciliana della Pasta”, in concidenza con la ventiduesima edizione del “World Pasta Day” – ovvero la giornata mondiale dedicata alla pasta e a tutte le ricette che la vedono protagonista – che si tiene il 25 ottobre di ogni anno.

Accademia siciliana della pasta
Margherita Tomasello, presidente dell’Accademia siciliana della pasta

«Le prime testimonianze sulla produzione della pasta secca in Italia – ha spiegato Margherita Tomasello – arrivano dalla Sicilia musulmana e in particolare da Trabia. Il geografo arabo Edrisi ne scrive nel 1154, al tempo di Ruggero II di Sicilia, parlando di un cibo di farina in forma di fili chiamato triyah, dall’arabo itrija, una specie di spaghetto bucato. Intitolare alla pasta siciliana un giorno del calendario significa riconoscere la grande qualità del prodotto e offrire un’opportunità in più, anche economica, a chi sta investendo con coraggio e passione in questo settore».

Insieme a lanciare l’idea di dedicare il primo luglio al prodotto locale, l’Accademia Siciliana della Pasta ha avviato con la Regione il lavoro propedeutico all’avvio del procedimento per il riconoscimento dell’indicazione geografica protetta della pasta siciliana. «L’Igp è un marchio accettato dalla Comunità Europea il cui obiettivo principale è di tutelare il consumatore dalle contraffazioni e dagli abusi certificando la bontà di un prodotto e il suo legame con il territorio – ha detto Margherita Tomasello, imprenditrice, la cui famiglia è stata proprietaria dello storico pastificio palermitano – e non è ammissibile che la pasta siciliana non abbia ancora questa denominazione d’origine, come ad esempio è avvenuto con la “Pasta di Gragnano Igp”, visto che la nostra produzione, unica per le sue condizioni climatiche e per il metodo di lavorazione ispirato all’antica tradizione, garantisce un risultato di qualità superiore e non ha nulla da invidiare a etichette che sono più famose solo grazie ad un’abile strategia di marketing».

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