Da Cantina De Gregorio le prime etichette della Doc Sciacca

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cantine De Gregorio

C’è in Sicilia una Doc che benché riconosciuta nel 1998, attualmente non può vantare neanche un etichetta. Un primato negativo che Cantina De Gregorio ha deciso di cancellare con la vendemmia 2020. Per una parte della produzione dei vigneti di contrada Ragana in agro di Sciacca (18 ettari) dove si coltivano vitigni autoctoni e internazionali, ben adattati al suolo e al clima siciliano, quest’anno i De Gregorio hanno, infatti, rivendicato la Doc Sciacca finora orfana di vini. «Vogliamo con questa scelta rafforzare il legame e l’appartenenza al territorio», spiega Ascanio De Gregorio decano della famiglia che ha cominciato a mettere in bottiglia i vini dell’azienda del suocero.

Otto etichette, cinque Doc Sciacca

Delle otto referenze attualmente in produzione solo alcune saranno a Doc Sciacca. Per due addirittura sarà possibile utilizzare la denominazione Doc Sciacca Riserva e, come da disciplinare, potranno essere commercializzati non prima del 2022. Si tratta dei Magarìa Chardonnay (fino alla vendemmia 2019 Doc Sicilia) e Magarìa Rosso un Nero d’Avola al 55% associato a un blend di vitigni internazionali 45% (fino al 2019 Igp Terre Siciliane). Per Bianco di San Lorenzo (Inzolia 55% e Incrocio Manzoni 45%), Rosa di Nero ed Haris Nero d’Avola la denominazione potrà essere usata sin dal prossimo anno.

Haris, uno dei vini di Cantine De Gregorio

Non cambiano denominazione Le Stranizze, spumante Brut Igp Terre Siciliane da uve Grillo in purezza, Le Stranizze Rosato Brut Igp Terre Siciliane da uve Nero d’Avola in purezza e Dragonara Grillo Doc Sicilia.

L’azienda

La cantina si estende al centro di un crocevia di culture mediterranee, tra Sciacca e Menfi, di fronte l’isola Ferdinandea. Nel territorio che spazia dai templi di Agrigento alle saline di Trapani, attraverso le rocce bianche della Scala dei Turchi e i templi di Selinunte.

La sua storia risale al ‘700 e si fonda con la nascita di un vecchio borgo di campagna, nominato Ragana, dall’arabo Ras-hana che vuol dire terra dell’amicizia, nato attorno ad una torre di avvistamento del ‘400.

La conduzione dell’azienda è familiare. La guidano i giovani figli di Ascanio: Francesca (37), Antonio (35) e Ugo De Gregorio. A completare la squadra under 40, l’enologo Nino Sansone.

La cantina oggi produce circa 150 mila bottiglie. Il 70 per cento è venduto all’estero (Germania, Svizzera, Islanda, Danimarca, Belgio) e il 30 per cento Italia. L’azienda produce anche un olio extra vergine d’oliva, “Il mio olio”, da Nocellara del Belice (40%), Biancolilla (20%) e Cerasuola (40%). 

I vigneti delle Cantine De Gregorio

I terreni in cui si coltivano i vigneti si trovano in Contrada Ragana e in Contrada Isole Carboj ad altitudine compresa tra i 50 e i 100 metri sul livello del mare. La maggior parte di essi si trovano lungo il corso del fiume Carboj e vicini al mare, elemento quest’ultimo, che trasferisce ad essi una quota importante di salinità. Il clima temperato di inverno, estati calde e asciutte, una luminosità straordinaria e una precisione quasi maniacale nelle colture, permettono alle piante, talvolta nella sofferenza, di esprimere un frutto sano e forte.

L’esperienza a tutto tondo

L’offerta dei De Gregorio non si limita, però, a vino e olio. Punto forte delle filosofia aziendale è l’esperienza a tutto tondo che viene proposta a chi si avvicina al loro prodotto di punta. «Enoturismo, accoglienza e ospitalità – afferma Ascanio De Gregorio – pensiamo siano importanti per far ricordare l’esperienza con i nostri vini. I nostri clienti, che siano semplici consumatori o importanti buyers internazionali, possono essere accolti e coccolati sia a tavola che in alloggi confortevoli e ricercati».

Due i siti: da una parte la cantina tra le campagne di contrada Ragana, con la sua cucina, dove lo chef Christian Piazza prepara piatti della tradizione siciliana rivisitati affiancata al progetto di ristrutturazione di 10 camere per una wine experience completa con la possibilità di organizzare anche eventi di alto livello; dall’altra, nel cuore di Sciacca, il ristorante Le Stranizze, in via Garibaldi, dove lo chef Calogero Puccio presenta i vini della cantina in abbinamento a piatti basati sulla territorialità e sulla tradizione marinara, e 5 Suite Rooms destinate all’accoglienza ricavate nell’antico palazzo di famiglia.

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